Le risposte su Quora di Maggio.


Secondo voi un terzo delle attività commerciali ora chiuse, non riapriranno più o falliranno? Oppure la situazione è meno tragica?

Sicuramente la situazione è drammatica economicamente, ma in tutti i periodi di crisi si presentano soluzioni creative e originali che cambiano il paradigma del modus operandi dei settori tradizionali.

Non per essere egocentrico ma ti parlo della mia esperienza di consulente di startup e startupper. Attualmente seguo 3 startup in 3 differenti campi di applicazioni tutti con grossi problemi da affrontare, Spettacolo e musica ed eventi, Turismo e tempo libro, Food.

Nel settore spettacoli dove sicuramente è stato messo in ginocchio perchè gli artisti per breve tempo non potranno esibirsi stiamo cercando soluzioni di scouting per gli artisti emergenti per permettere loro di effettuare passaggi in streaming video, passaggi in radio, contest e playlist. Un modo immateriale di farsi conoscere e speriamo anche di monetizzare con le soluzioni che si stanno determinando.

Nel settore del turismo e tempo libero, sto cercando con una nuova startup di facilitare processi di aggregazione di persone motivate a incontrarsi per compiere delle azioni insieme (magari ora a distanza di sicurezza) come viaggi e tragitti più o meno lunghi, dormire in b&b e hotel prenotando insieme, mangiare nei ristoranti e visitare le città. Ovviamente siamo consapevoli che non è il periodo più favorevole per farlo, ma sappiamo che c’è una “sacca di resistenza ” di persone che vorranno comunque incontrarsi, conoscere e spendere tempo libero insieme fidandosi gli uni degli altri.

Nel settore del Food delivery stiamo cercando soluzioni B2B e B2C per permettere a ristoranti di reinventarsi nel delivery da asporto in casa o in ufficio.

Diciamo che sicuramente ci sono delle difficoltà ma bisognerà cavalcare l’onda delle opportunità generate da ogni crisi per poter muoversi come ragni sulla rete e non per rimanerne imbrigliati.

Si può lanciare una startup a sesssant’anni?

Certamente tra l’altro l’età media di molti business angel che non lanciano materialmente le startup ma ne assistono il processo di crescita è di essere over 50–60. Hanno grande esperienza e hanno una mente analitica che li porta a connettere vari settori non solo in maniera verticale ma anche trasversale. Infatti in molti processi di innovazione delle startup, quest’ultima nasce proprio dalla fusione di soluzioni da più settori. Per cui la risposta è certamente si, bilanciando magari nei settori di digital strategist e di programmazione figure nel team più giovani, ma l’expertise di un sessantenne sicuramente può fare la differenza.

Ti è mai capitato che una pessima idea si sia trasformata in un’ottima idea, racconta?

Mi è capitata una cosa curiosa nel 1998 quando cercai di avviare la mia prima startup nell’ambito musicale, (adesso a distanza di oltre 20 anni ho avviato un’altra startup sempre in ambito musicale). L’idea era di creare una sorta di spazio per gli epk delle band e far girare la pubblicità, i banner insomma. Qualcosa che 5 anni dopo sviluppò meglio  Myspace. Quindi già su questo un’idea che non era molto interessante si trasformò da parte di altri in qualcosa di disruptive per il mondo della musica. Ma in realtà il progetto prevedeva una funzione che avrebbe permesso a una data saltata di essere sostituita da altra band che si candidava all’ultimo momento per suonare. Era praticamente il concetto di last minute applicato alla musica, l’idea non era male ma pessimo campo di applicazione. In effetti l’anno successivo nacque lastminute.com™ che sfruttò al meglio questo concetto della prenotazione all’ultimo momento ma nel campo giusto del turismo. A volte una buona idea può essere applicata in un contesto sbagliato e dare il suo massimo in un altro ambito come in questo caso.

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