Le risposte del peeripato su Quora di Settembre

Quali sono alcuni esempi di come le donne si sentono obbligate a dire le cose in contesti sociali o aziendali in modo diverso da come un uomo potrebbe essere in grado di dirlo?

Non ho molti dati per rispondere a questa domanda, ma estrapolo alcune confidenze fattemi da alcune donne e altre da cose lette.

Ci sono dei tabù per le donne e sono sicuramente la collera e l’ironia in azienda.

Per una donna infatti non è ben visto arrabbiarsi e sgridare i sottoposti (spesso uomini), magari quando rimprovera assume un tono più da madre che riprende i figli per far pesare l’autorità, ma non è come certi manager che conosco che in alcune riunioni hanno scagliato le sedie ai colleghi.

Altro tabù è l’ironia, per una donna essere ironica sia nei contesti sociali che soprattutto in quelli aziendali non appare appropriato, le fa sentire frivole e le sminuisce secondo il loro pensiero, per cui tendono ad avere un tono costante e monocorde. Raramente utilizzano battute, cercano di rimanere focalizzate sull’argomento senza divagare. Se prendiamo alcuni tycoon della Sylicon Valley a confronto, come Bill Gates, Steve Jobs, Zuckemberg (uomini) si preparavano i discorsi con aneddoti e battute, cercavano la risata del pubblico come un momento di climax del pitch. Mentre una a loro equivalente, come Marissa Mayer, non rideva quasi mai, era serissima basava tutto su dati, acquisizioni, fusioni, analisi di mercato, poche considerazioni personali e soprattutto ironia zero.

Qual è una grande intuizione in ambito imprenditoriale che pensavi di aver avuto ma poi hai scoperto che esisteva già?

In realtà un’intuizione che ho avuto e che ho scoperto che esisteva ma anni dopo averla avuta è stata la possibilità di apportare modifiche condivise stile wiki a google translate. La mia idea anni prima era di creare un database di canzoni e poesie automaticamente tradotte con google translate che gli utenti madre lingua avrebbero potuto correggere e migliorare.

In quale occasione sei arrivato/a molto vicino a toglierti la vita e cosa ti ha fatto cambiare idea?

E’ una pagina dolorosa della mia vita ma comunque molto formativa per me da cui sono ritornato più convinto e più forte di prima. Nel Giugno del 2011 a seguito di diverse delusioni, contratto non rinnovato, malattia terminale di mio padre, poche ore di sonno, lavoro fino a notte tarda bevendo la sera birre e non solo, sono caduto in uno stato di esaurimento nervoso psicotico. Da quì è seguito il ricovero in ospedale psichiatrico per 15 giorni dove mi hanno imbottito di psicofarmaci. E’ stato difficilissimo disintossicarsi da questi dopo che sono uscito e mi avevano prescritto il Depakin uno stabilizzatore di umore. In quel mese in cui l’ho preso vedevo tutto nero, non avevo speranze nel mio futuro e ho avuto diversi istinti suicidi, ma per fortuna erano solo pensieri a cui non ho minimamente dato ascolto. Per prima cosa ho eliminato lo stabilizzatore di umore, mi sono confrontato con i miei amici che mi hanno accolto benissimo anche se comunque ho preferito fare un periodo di riflessione uscendo poco e frequentandoli poco ma sapevo che c’erano. Poi grazie al supporto dei miei genitori, di una psicoterapia durata 2 anni e soprattutto dal rimettermi in gioco con dei progetti ne sono uscito. Io credo di essere stato fortunato perchè ho avuto calore umano e progettualità di vita ma chi non ha queste compenenti credo viva in uno stato depressivo che può portare a istinti autolesionisti.

Qual è il settore più in crescita in cui poter aprire una startup innovativa?

In realtà non bisognerebbe tentare di aprire una start up secondo i settori più in crescita, in realtà potremmo trovare una nicchia anche in un settore meno esplorato ma dove comunque abbiamo skill noi e il nostro team da poter sfruttare per prototipizzare ed eventualmente avere un brevetto originale da poter usare. Detto questo sicuramente ora alla base di molte start up indipendentemente dal settore ci sono la conoscenza di Algoritmi e AI e machine learning che la fanno da padrone, in genere sono applicate al mondo del fintech molto promettente, alla robotica in forte espansione, al foodtech.

In ogni caso farei prima una mappatura delle competenze all’interno del tuo team, questo fa la differenza per capire dove potete andare con le vostre gambe, in secondo luogo mi concentrerei su un’idea applicabile magari in vari settori non posso risponderti nanotecnologie se nessuno del tuo team è esperto di queste o biotech se non ci sono skill adatti. Ad ogni modo se trovi una strategia laterale qualsiasi settore può essere profittevole se batti strade che altri non hanno ancora battuto.

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