Le risposte a Quora di Novembre e Dicembre

Quali sono le differenze tra un lavoratore autonomo e un imprenditore?

Il lavoratore autonomo ha generalmente un basso investimento in asset lavorativi, magari uno studio, qualche macchinario ma in genere sono facilmente ammortizzabili. Vende il frutto del suo lavoro e della sua competenza in genere lo fa con un preventivo. L’imprenditore invece deve investire in asset aziendali una cifra più importante, difficilmente fa un lavoro customizzato, per cui acquista materie prime o eroga servizi per più clienti (in genere B2B o B2C) per cui quello che riceve può essere molto maggiore di quello che investe ottenere un ROl molto alto oppure al contrario avere dei margini bassissimi.

In termini Marxisti il lavoratore autonomo prende una rendita mentre l’imprenditore estrae plusvalore dal lavoro dei suoi dipendenti meno il capitale investito in asset.

Ti è mai capitato di “fregare” Amazon?

Molte aziende famose, soprattutto supermercati o altre attività come pay tv o altri servizi, hanno una forma di deep marketing virale, che consiste nel far pensare che possano essere fregate, che cioè i clienti possano con frode prendere prodotti o servizi. Naturalmente non è voluto questo processo, ma essendo pressochè inevitabile, come per esempio la contraffazione, in parte è tollerato perchè serve a creare una brand awareness basata sulla empatia del marchio che risulta in questo modo più simpatico e bonario. Pensate se Mac Donald’s facesse arrestare ogni cliente che non paga il menù certamente risulterebbe meno friendly e simpatico come brand.

Per cui Amazon sa benisssimo che ci potrebbero essere dei furbi che si approfittano del servizio di restituzione ordini, ma ha basato il suo successo sul 99% di utenti che apprezzano l’efficienza di quel servizio, se l’1% fisiologicamente se ne approfitta per loro è un margine tollerabile di evasione ordini che loro considerano come un super sconto, una sorta di black friday per alcuni clienti speciali che sanno che esistano che magari gioiscono dei servizi Amazon ma che comunque in qualche modo ne diventano degli ambassador. E’ strano a pensarlo ma le vie del marketing sono infinite!

È possibile avviare un’attività con poco capitale?

Se è un’app o una piattaforma online e si hanno le competenze nel team diciamo che questo comporta lavoro che è denaro ma il valore viene rilasciato nel lavoro. L’obiettivo è quello di arrivare a un prototipo di servizio funzionante per poi essere finanziati o cercare partner disposti ad aiutarci nello sviluppo in cambio magari di quote societarie. Il valore non si genera dal nulla per cui se non ci sono capitali iniziali per lo meno ci deve essere lavoro.

Se si vuole aprire un’attività in proprio è meglio provare a farlo appena si conclude l’università o verso i 40 anni, dopo avere accumulato una maggior esperienza sul mondo del lavoro ?

Se hai un’idea valida, capacità per eseguirla con un piccolo team di sviluppo sarebbe auspicabile provarci a 20 anni. Perchè fare start up è un processo che prevede fallimenti, investimento di tempo, accumulazione di esperienze, creazione di reti relazionali e avvantaggia farlo da giovani. A quarant’anni quando magari come me si avranno falliti 2–3 progetti perchè si mancava di esperienze, di motivazione del team, di capitali, ci si può rituffare in una nuova esperienza cercando di evitare gli errori del passato, avendo maggiori informazioni a disposizione, più relazioni e capacità di farsi finanziare.

Qual è l’idea imprenditoriale che mi farà guadagnare molti soldi?

Un’idea che ti permette di guadagnare molti soldi deve avere come requisito quello di soddisfare determinati bisogni o esigenze di una particolare nicchia di mercato o di determinate aziende di uno o più settori. Secondo fattore deve poter essere scalabile cioè deve partire da una sperimentazione in determinati luoghi per poi espandersi potenzialmente in vari Paesi del mondo. Airbnb è partito per esempio con pochi appartamenti in affitto a San Francisco per poi scalare il modello grazie agli investitori in tutto il mondo e ora ha oltre 1 milione di abitazioni nel database. A volte le idee possono anche non sembrare immediamente profittevoli ma in corsa poi diventano molto sostenibili. Google inizialmente è nato come motore di ricerca mirava al massimo a raccogliere dati, successivamente hanno avuto l’intuizione di creare sponsorizzazioni associate alle ricerche ed è nato il servizio Ad Word che è diventano diffuso su quasi tutti i siti del pianeta. Facebook è partito come social network e l’obiettivo primario era fare iscritti, successivamente si è aperto alle sponsorizzazioni per le aziende ed ha creato un mercato mondiale. In sostanza quando un’idea che soddisfa un bisogno diventa scalabile il mercato si trova e si possono sviluppare servizi associati per veicolare valore.

Quali Startup Italiane utilizzi maggiormente?

Generalmente quando devo usare un tool o un servizio preferisco un servizio americano li ritengo meglio progettati e più affidabili, in ogni caso ci sono degli ottimi servizi italiani che uso o ho usato con frequenza.

Pagamenti elettroniciuso regolarmente da alcuni mesi Satispay e lo trovo comodissimo pagare dal mio smartphone presso le attività convenzionate o fare le ricariche del telefono.

Social Media Manager: Ho usato per 2 anni regolarmente Postpickr un tool italiano concorrenziale a Hootsuite per gestire contemporaneamente più canali social, adesso ho ridimensionato il lavoro sui vari canali e per questo non lo uso più ma l’ho trovato abbastanza performante.

Pagamenti Sosta: uso nella mia città l’app di Mycicero, la trovo molto comoda anche per pagare i biglietti dell’autobus via smartphone e per gestire la sosta a minuti.

App sugli eventi: uso anche se sporadicamente l’app evensi, una start up italiana con sede a San Francisco che mi permette di monitorare gli eventi geolocalizzati in una determinata città.

Assistente vocale:da poco ho iniziato a utilizzare i servizi che SOLO – Il primo servizio di Smartcast al mondo una skill per Alexa echo e Google Asstant che ti permette di richiamare contenuti specifici, di podcast e notizie da fonti partner come http://Notizie.it che è un’altra start up italiana.

Microprocessori open:per il nostro progetto di Robot Umanoide Jerry Manbot utilizziamo il famoso microprocessore open italiano Arduino, conosciuto e utilizzato ormai in tutto il mondo.

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